Prosciutto di Parma: come riconoscerlo e gustarlo al meglio
Il Prosciutto di Parma è uno dei prodotti enogastronomici italiani più famosi nel mondo, un vessillo del Made in Italy utilizzato nelle cucine degli chef più rinomati.
La chiave del suo successo? Un gusto unico e delicato, creato senza bisogno di conservanti o additivi: alla coscia di maiale si aggiungono solo il sale, il tempo e il vento asciutto della provincia di Parma.
Il vero Prosciutto di Parma viene prodotto seguendo alla lettera un rigido disciplinare, il cui risultato può essere identificato grazie alla celebre marchiatura a fuoco che raffigura la corona ducale di Parma.
Come si produce il Prosciutto di Parma
Tutto parte – ovviamente! – dal maiale: esclusivamente di razza Large White Landrance e Duroc, allevato in 10 regioni del Centro-Nord Italia e alimentato solo con cibi di qualità (tra cui il siero della produzione del Parmigiano!). Solo in presenza di queste e altre caratteristiche un maiale può essere introdotto nel circuito del Parma.
La produzione vera e propria può avvenire solo in una circoscritta area della provincia di Parma, a sud della via Emilia a distanza di almeno 5 Km da questa, fino a un’altitudine di m. 900, delimitato a est dal fiume Enza e a ovest dal torrente Stirone.
È qui che avviene il lungo processo di produzione, che si conclude con l’apposizione del marchio a fuoco.
Come riconoscere il Prosciutto di Parma
A un palato esperto (o abituato!) questo particolare salume risulta veramente inconfondibile. Ma per gli altri? Ecco alcuni fattori a cui fare attenzione, quando non è possibile vedere la coscia intera con il suo marchio:
- il profumo dev’essere dolce, senza sentori di carne cruda
- il sapore è delicato, poco salato e leggermente burroso
- il colore dev’essere tra il rosa e il rosso, con striature bianche (di grasso) sia all’interno che sul bordo
- la fetta non deve mai essere secca o translucida, ma solo umida
- in bocca deve sciogliersi
- la fetta dev’essere affettata finissima, preferibilmente non a coltello ma meccanicamente
Come abbinare il Prosciutto di Parma
Ovviamente un prodotto così buono non richiede aiuti: lo possiamo adagiare su una fetta di pane, usarlo per farcire una piadina romagnola, gustarlo con il tipico gnocco fritto o mangiarlo in purezza.
Due classici estivi sono l’abbinata prosciutto-melone o prosciutto-fichi, ma c’è chi non disdegna un fresco piatto con Parma e pesche, grazie al loro sapore solo leggermente asprigno, o a proposte più esotiche come la papaya.
Se cerchi un primo non puoi dimenticare i tradizionali tortellini al prosciutto, oppure puoi farti tentare da tante alternative stagionali, come le penne con Parma e zucchine o le tagliatelle al pesto con Prosciutto di Parma.
E il vino? Solitamente si scelgono rossi non troppo robusti e fruttati come il Lambrusco (anch’esso tipico dell’Emilia Romagna), oppure bianchi freschi come il Soave o l’Albana di Romagna.
Foto courtesy of Consorzio del Prosciutto di Parma