Tradizioni pasquali in Veneto: quali conoscevi già?
Paese che vai, usanza che trovi. Un detto che vale sempre, soprattutto in un territorio ricco di storia e cultura (anche culinaria!) come quello italiano. Pasqua non fa eccezione, con le sue tradizioni popolari o religiose e i piatti tipici che rendono magica questa festività.
Tradizioni, riti e usanze
Le tradizioni pasquali venete si ritrovano in molte usanze che seguiamo ancora oggi, anche se in altre modalità. Sono tantissime e alcune sono particolarmente interessanti:
- Un tempo era “vietato” entrare nell’orto il giorno di Pasqua: secondo la superstizione in questo modo si evitava che venisse attaccato da formiche e parassiti nel corso dell’anno.
- A Pasqua, trista xè la polastra che no la fa el vovo (A Pasqua triste è la gallina che non fa l’uovo). Era tradizione infatti regalare oppure offrire un uovo, simbolo di vita e di rigenerazione: anche ora si usa, anche se difficilmente della gallina… si preferisce quello di cioccolato!
- Nell’antichità si usava sotterrare (nei campi o nell’orto) un uovo dipinto di colore rosso, come buon auspicio per la prosperità.
- Nell’Alta Marca Trevigiana si celebrava la “festa delle frasche”: un periodo di purificazione di corpo e anima che partiva dalla domenica delle Palme per culminare a Pasqua. In questa giornata di festa, una frasca di salice appesa allo stipite della porta di casa invitava i passanti ad entrare per un bicchiere di vino. Nel corso del tempo la festa ha preso connotazioni diverse di provincia in provincia, a rappresentare però sempre un momento di rinascita o di successo.
La Pasqua a tavola in Veneto
Come anticipato, le uova sono immancabili il giorno di Pasqua (e non solo in Veneto!). Sono proposte in tanti modi diversi, come protagoniste o come ingrediente di altri piatti.
Un must della festività è l’abbinamento uova-asparagi, da scegliere tra le eccellenze della Regione: gli asparagi di Bassano, di Badoere o di Cimadolmo.
Un tempo le uova venivano utilizzate anche per la preparazione delle tagliatelle, da gustare in brodo accompagnate a un buon vino corposo (Taiadele, bo, vin tondo e fugassa). Oggi il risotto ha preso il posto della pasta nel menu tradizionale e viene preparato con prodotti tipici del territorio e della stagione: i bruscandoli (luppolo selvatico), le ortiche, gli asparagi o i carciofi del litorale veneziano. Gli stessi ortaggi vengono utilizzati anche per preparate la frittata, da servire come antipasto o da tenere da parte per il pic nic di Pasquetta.
La vera regina della festa è però la fugassa: simile alla colomba pasquale, è un pane dolce lievitato, reso ancora più goloso da granella di zucchero, glassa di mandorle e canditi. Una vera bontà, da provare al posto della Colomba!